Le 10 cover più famose al mondo

Fare una cover significa eseguire una canzone già cantata adattandola alle sonorità e allo stile canoro e strumentale del cantante/band che la riutilizza; il tutto è legale (non è “plagio”), autorizzato e talvolta anche benedetto dal cantante originale. C’è chi sa che talune canzoni famose sono cover di altre canzoni ma c’è anche chi non sa e quando scopre spesso ci rimane un po male perché credeva che fosse qualcosa di unico e contenuto direttamente nel cuore di quel cantante, ma in fin dei conti non cambia assolutamente nulla poiché oltre a dare un tributo al cantante originale, il cantante che esegue la cover adatta quelle parole e quelle sonorità al proprio bagaglio emotivo, producendo una canzone egualmente bella se non anche più esaltante di quella originale (è poi questione di gusti eh!).

Questo articolo è scritto in collaborazione con il mio grande amico Dino S. che mi ha aiutato a scegliere le canzoni ed è un grande esperto ed appassionato di musica!

Ci sono nel mondo della musica alcune canzoni famosissime e considerate veri e propri capolavori, che in realtà sono vere e proprie Cover. Non parlo di “plagi” ma di arrangiamenti di canzoni più vecchie. Molti di voi non crederanno alle proprie orecchie. Conoscete “I will always love you” di Whitney Houston, bene! In realtà forse la canzone più famosa di Huston non è sua, è di Dolly Parton! Altra canzone “Tainted love” dei Soft cell, in realtà questo capolavoro è di Gloria Jones. Poi c’è la famosissima canzone, presente in tantissimi film “Hallelujah” di Jeff Buckley, chi in realtà è in una versione molto più bella (secondo un mio parere) del Grande Leonard Cohen. E per ultima, come si può non nominare uno dei più grandi capolavori musicali mai creati e che quasi tutti – e con merito – attribuiscono a Johnny Cash, naturalmente sto parlando del brano “Hurt”, che invece ha come suoi creatori i mitici Nine Inch Nails (NIN)

(Dino S.)  

 

Ma bando alle cancie e cancio alle bande andi amo a dare un orecchio a queste cover!

 

 

1

Knockin’On Heaven’s Door

Guns N’Roses – Bob Dylan

La maggior parte di noi quando Knockin’on Heaven’s Door parte alla radio pensa al fatto che è una canzone cantata da Axl Roses che è infatti il primo cantante a cui si collega la canzone, ma essa è stata notoriamente composta e cantata dal grande  Bob Dylan. Ovviamente quando le si sente a confronto si capisce subito che ci si trova a due versioni egualmente stupende ma diversissime tra di loro! Axl Roses con i suoi Guns N’Roses dona alla canzone un sound rock frizzante ed adrenalinico che ti fa venire voglia di alzarti dal tavolo e ballare e cantare fino a perdere le corde vocali al risveglio il giorno dopo, mentre il grande Bob Dylan ha concepito la canzone con un sound caratteristicamente coutry/blues e quindi più distensivo rispetto alla sua cover, magari più adatta ad un film western di Sergio Leone (tant’è vero che è stata usata come sigla per una serie di appuntamenti televisivi western su Canale8).

 

 

2

I Will Always Love You

Whitney Houston – Dolly Parton

 “I Will always love you” venne cantata da Whitney Houston nel 1992, ed è stata la colonna sonora del film “The Bodyguard” (che la vedeva protagonista insieme a Kevin Costner). La potenza vocale della Houston solleva in cima la canzone non solo a livello tonale – donando potenza e grazia alla canzone stessa con un sound soul  – ma anche nelle classifiche musicali e rappresenta il canto urlato, sofferto e forte di una donna che sta dicendo addio all’uomo che ama e che l’ha protetta. Ma “I Will always Love You” fu composta ed eseguita, nel 1974, dalla biondona icona della generazione country Dolly Parton. Il suo “Addio” è n sé delicato e profondo, persistente e commosso e ne fa una commovente e stupenda colonna sonora country degli anni 70. Io stesso quando l’ho sentita per la prima volta ho versato qualche lacrima e devo dire che l’ho preferita alla cover, poiché credo proprio che il tono country le si addica maggiormente.

 

 

3

Tainted Love

Soft Cell – Gloria Jones

Nel 1981 il duo new-wave dei Soft Cell canta la canzone “Tainted Love“, che fa sognare, ballare e cantare gli amanti della musica elettronica (come me!) e della disco anni 80-90 e che rimane nelle hit parade per molti anni. Il peculiare stile canoro di Marc Almond ed il sintetizzatore di David Ball conferiscono un sound synth-pop assolutamente strepitoso che ascolteresti anche 50 volte al giorno! Il successo della canzone è talmente grande da ispirare cover su cover di altri cantanti (tra cui quella controversa e bizzarra di Marylin Manson). Tuttavia forse non tutti sanno che “Tainted Love“, che fu composta da Ed Cobb (ex componente dei Four Preps), è stata cantata nel 1965 da Gloria Jones che con il suo sound R&B ed il suo fascino personale e vocale, riesce ad entusiasmare e ti riporta a quando negli anni 60 e 70 mettevi il gettone nel Jukebox e la sceglievi!

 

 

4

Hallelujah

John Cale – Jeff Buckley – Leonard Cohen

 

 

 

 

 

 

Hallelujah è un “calumet della pace” della musica. Il suo testo che è in sé un controverso inno a Dio, è stata d’ispirazione per centinaia di reinterpretazioni musicali differenti. Ma colui che ha composto e cantato l’originale Hallelujah è il cantante canadese Leonard Cohen (che inserì la canzone nell’album “Various Positions” del 1984). Le cover di Hallelujah che trovo più significative sono due: la prima è quella eseguita dal cantautore gallese John Cale nel 1991/1992 (inserita nell’album “Fragments of a Rainy Season”) e la seconda è quella di John Buckley che è stato un cantautore e chitarrista statunitense che ne ha eseguito la cover nel 1994 inserendola nell’album “Grace”. Tutti e tre questi magnifici rocker danno ad Hallelujah il suo onore folk rock e tutti e tre con un tono profondo e magnificamente diverso tra di loro che può solo essere ascoltato.

 

 

5

Hurt

Johnny Cash – Nine Inch Nails

Nel 2002 (l’anno prima che ci lasciasse) il grande  Jhonny Cash canta “Hurt“, canzone che inserisce nel suo album “American IV: The Man Comes Around”. Fin dall’inizio Cash ci immerge in una atmosfera country/blues struggente, intensamente malinconica e stupenda che racconta la sua vita, fatta di avvenimenti tragici che lo hanno “ferito”. Dall’inizio alla fine ti senti come se entrassi nella polverosa, logora ed abbandonata dimora in cui al percuotere di ogni accordo di chitarra viene rivissuto un ricordo della vita dell’autore scaturendo emozioni enormi. La canzone riscosse un enorme successo e commosse il mondo intero. Questa intensa e significativa canzone scelta da Cash fu però composta ed eseguita per la prima volta dai Nine Inch Nails ed inserita nell’album “The Downward Spiral” nel 1994. La canzone dei NIN parla di alienazione, di depressione e della paranoia che pervadono la psiche umana e da cui l’individuo sottomesso trova riparo e sollievo attraverso l’autolesione ed il suicidio. Una serie di suoni disturbanti aprono la voce di Trent Reznor che tra sollievo e grido di dolore crescente -corroborato dal crescere distorto del suono degli strumenti- tenta disperato di ferirsi per dimostrare a se stesso di essere ancora in grado di sentire dolore.

 

 

6

Torn

Natalie Imbruglia – Ednaswap

Il 1997 è l’anno di debutto di Natalie Imbruglia. In quell’anno la cantante incide la canzone “Torn” (che inserisce nell’album “Left of the Middle”). Nel videoclip musicale una Natalie spettinata e con tonalità vocali ancora fanciullesche, racconta la sua delusione amorosa sospirando la sua voce e muovendosi proprio come una ragazzina icona degli anni 90 che gironzola per casa ascoltando il walkman. La canzone fa presto un enorme successo diventando una delle maggiori hit mondiali. Soltanto che “Torn” fu anche la canzone dell’album di debutto degli Ednaswap del 1995 (dall’album “Ednaswap”). La voce pop/rock della cantante Anne Preven racconta di un amore deluso ma con il tono forte, ironico e deciso di una vissuta donna rock. Lo so! Per molti ragazzi e ragazze sarà stata una delusione sapere che la mitica “Torn” non era opera della Imbruglia ma personalmente entrambe mi hanno emozionato parecchio e devo dire che la cover rimane per me particolarmente incantevole!

 

 

7

Take Me To The River

Talking Heads – Al Green

Take me to the river” viene incisa dai Talking Heads nel 1978 (dell’album “More Song About Buildings and Food”). E’ una canzone il cui sound è un mix tra funky/raggae e punk che contornato dalla voce di David Byrne, produce un ritmo intrigante ed unico nel suo genere! La canzone decreta il successo anche della band che raggiunge un certo successo durante i propri concerti ma sicuramente il grazie più grande lo avranno dato ad Al Green che 4 anni prima compose la canzone originale, dal soul/R&B davvero strepitoso e frizzante tanto che verrebbe anche a te di “farti portare al fiume” ballando!

 

 

8

Twist and Shout

The Beatles – Isley Brothers

Twist and Shout” è stato uno dei più grandi successi dei Beatles, che incisero la canzone nel 1963 (dall’album “Please Please Me”).  La canzone fece “twistare” in discoteca migliaia di ragazzi e ragazze che andavano pazzi per il sound pop/rock dei Beatles e che trepidanti aspettavano un loro concerto o l’uscita di un loro vinile. Anche se effettivamente furono i Beatles a decretarne il successo, la canzone (composta da Phil Medley e Bert Russell) venne cantata per la prima volta nel 1962 dagli Isley Brothers (una band R&B/soul statunitense formatasi nel 1954). Sebbene il sound soul/R&B abbia detenuto minor popolarità, è davvero piacevole da ascoltare e ballare!

 

 

9

Girl Just Want to have fun

Cindy Lauper – Robert Hazard

Fin da quando ero bambino ho sempre amato Cindy Lauper e quel suo stile pop giovanile che ha contraddistinto una generazione! Nel 1983 uscì la sua canzone “Girls Just Wanna Have Fun” (dall’album “She’s so unusual) che aveva un ritmo frizzante, giovanile e giocoso e tutto era reso meraviglioso dalla sua caratteristica voce in falsetto acuto! La canzone ebbe un successo enorme! Quando scoprii che in realtà la sua era in realtà una cover ci rimasi un po male. Infatti la canzone fu originariamente composta ed eseguita dal cantautore Robert Hazard. Una volta che ascoltai la canzone originale la mia delusione svanì, poiché entrambe le canzoni mi piacevano un sacco! Semplicemente avevo realizzato che Cindy racconta di come “le ragazze si vogliano divertire” in maniera giocosa e pop come lei sapeva fare mentre Hazard ne parlava come un rocker che va a prendere la propria ragazza in auto per portarla al ballo scolastico! Due canzoni ..una di esse è cover ma entrambe danno due emozioni differenti e bellissime!

 

 

10

Altamarea

Antonello Venditti – Crowded House

In questo caso il fatto che l’una sia cover dell’altra è abbastanza risaputo! “Altamarea” è una canzone incisa da Antonello Venditti nel 1991 (inserita nell’album “Benvenuti in Paradiso”). La canzone originale è “Don’t Dream It’s Over” dei Crowded House, incisa nel 1986 ed inserita nell’album omonimo “Crowded House“. Una canzone dal sound pop/rock delicato e profondo su cui la voce di Neil Finn scivola dolcemente con la sua potenza espressiva e la sua grazia vocale, facendo sognare ad occhi chiusi. Venditti ha riadattato la canzone in maniera abbastanza importante, cambiando non soltanto il testo della canzone (se li ascoltate sono due cose praticamente diverse) ma anche alcuni elementi strumentali, come l’introduzione del sax (e che bel pezzo di sax!), dando vita ad una canzone pop con un sound ed un testo meravigliosi che è riuscita a far risplendete anche la canzone originale. Il videoclip di Altamarea è considerata uno dei più belli nel panorama del cinema musicale, portando alla luce il carisma ed il fascino di una appena sedicenne Angelina Jolie!

 

 

E voi che ne pensate?? Vi piacciono di più le cover, le originali o entrambe? Fatemelo sapere nei commenti e sui social!

un abbraccio!! ^^

 

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